Il Presidente Fabris a Sport e Finanza: «Noi non facciamo rock, facciamo sport. E il volley femminile italiano è un sistema»
Non è solo una questione di trofei in bacheca, ma di un sistema che non ha eguali nel mondo. Nell’intervista rilasciata a Sport e Finanza, il Presidente della Lega Volley Femminile, Mauro Fabris, traccia un bilancio profondo del movimento, proprio nell’anno che segna la fine del suo ventennale mandato.
Il cuore del discorso è chiaro: mentre all’estero le atlete vengono trattate come rockstar, l’Italia ha scelto una strada diversa. “Noi non facciamo rock, facciamo sport”, spiega Fabris, sottolineando come il primato azzurro non sia un exploit economico momentaneo, ma il frutto di una struttura radicata:
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Vivai d’eccellenza: Una produzione di talenti costante che rende le nostre nazionali e i nostri club i più competitivi d’Europa.
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Scuola tecnica: Gli allenatori italiani rimangono i più richiesti a livello globale, esportando una metodologia vincente.
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Sostenibilità e Territorio: Un campionato che non vive di sole 2-3 “corazzate”, ma di una rete di società solide distribuite in tutta la Penisola.
La sfida per il futuro? Preservare questa egemonia. In un mercato sportivo sempre più aggressivo, l’obiettivo è continuare ad alzare l’asticella organizzativa per far sì che il volley italiano rimanga, prima di tutto, un’eccellenza industriale e sociale.
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