Pallavolo regionale, Green pass obbligatorio per gare e allenamenti: «Non ci saranno deroghe»
TRIESTE
Nel mondo del volley giocato, c’è una nuova direzione federale per ciò che concerne l’attività sul campo. Attese già da luglio, e caldamente auspicate, sono state emanate le linee guida Fipav per tutte le attività della stagione 2021-’22, compreso il nuovo protocollo “anti-Covid”.
Parliamo di misure di sicurezza inerenti campionati, manifestazioni ufficiali, ma anche allenamenti. È innegabile che gli interessati fossero divisi in due linee di pensiero: chi sperava che non venisse ratificato l’obbligo della Certificazione verde (Green pass) per praticare la pallavolo, e chi era praticamente certo che tale obbligo sarebbe arrivato. Hanno avuto ragione i secondi.
Il Green pass sarà obbligatorio, e non solo per atlete e atleti, bensì per tutti coloro che entreranno in una palestra a svolgere attività. Allenatori, dirigenti, ufficiali di gara, giornalisti, spettatori. «La situazione è complicata e controversa – ha dichiarato apertamente il presidente del Comitato Fipav territoriale di Trieste-Gorizia, Paolo Manià. – Personalmente sono un fervente sostenitore della prima ora della campagna vaccinale come strumento necessario e indispensabile per combattere nel modo più incisivo possibile la pandemia, che ci ha tagliato le gambe per un periodo nero. Un lasso di tempo che peraltro si è allungato a dismisura rispetto anche alle aspettative meno rosee. Detto questo, il presidente Territoriale di una Federazione sportiva rappresenta la stessa e ne condivide a livello periferico le linee guida nazionali. Deve quindi essere chiaro e limpido che, aldilà delle idee personali, più o meno valide, un Comitato sportivo non può decidere diversamente da quanto disposto a livello centrale. Non saranno dunque possibili deroghe in tal senso».
Vediamo allora a grandi linee, oltre a ciò che non si può fare, ciò che invece è possibile. «È chiara la consapevolezza che non tutti siano pronti ad affrontare una stagione con questo fondamentale paletto dei nuovi protocolli – ammette Manià –. Faremo una riunione plenaria a breve con tutte le società, per avere il polso della situazione e capirne i bisogni, come Comitato Territoriale, per venire incontro alle diverse esigenze che già stanno emergendo. Sono numerose, infatti, le realtà sportive che mi hanno contattato, già dopo poche ore dall’uscita dei documenti, che peraltro abbiamo pubblicato sui nostri canali social in tempo pressoché reale».
Lamentele o proposte? «Nel ribadire che nessuna società sportiva può aspettarsi da un comitato periferico una qualche decisione diversa da quanto prescritto nei documenti nazionali, potremo tuttavia lavorare assieme alle istituzioni locali per ottenere contributi e sgravi anche per sanificazioni e tamponi (questi saranno necessari ogni 48 ore con una ben evidente spesa, ndr), e puntare i riflettori sulla situazione degli Under e ancor più sugli U12 i quali sono la nostra linfa e sono fermi nell’attività dalla primavera del 2020. Non possiamo tenere ancora ferma questa fascia di età. Il futuro dello sport risiede lì, e ricordo che a livello di Statuto Fipav (art. 51, comma 4) i comitati locali debbono curare, prevalentemente, le attività di promozione e sviluppo della nostra disciplina». —

