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Caso impianti, la Pallavolo Belluno minaccia: «Traslochiamo a Longarone»

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Belluno. «Se entro lunedì non avremo delle risposte concrete dovremo traslocare a Longarone». Il presidente della Pallavolo Belluno maschile Sandro Da Rold tiene il punto e lancia alle istituzioni un vero e proprio ultimatum. «Per il momento non abbiamo avuto alcun riscontro», lamenta il patron della squadra di A3 che quarantott’ore fa aveva lanciato l’allarme. «Nel capoluogo», aveva dichiarato il presidente del club targato Da Rold Logistics, «non riusciamo a trovare un impianto in cui poterci allenare durante la settimana».

La Spes Arena (l’impianto designato per ospitare le partite casalinghe della squadra di coach Diego Poletto), infatti, non risulterebbe mai disponibile a parte la domenica (alle 18) per le gare casalinghe di campionato. Di qui l’ipotesi di traslocare fuori dal capoluogo. Ma un eventuale spostamento a Longarone, che in passato ha già ospitato la serie A di volley, per gli allenamenti potrebbe preludere anche ad un trasferimento della sede di gioco per le partite domenicali? «Questo è ancora da decidere», si limita a dire Da Rold.

La Spes Arena resta, naturalmente, la prima scelta, dopo che il De Mas (oggetto di lavori di efficientamento che potrebbero protrarsi sino a fine ottobre) è stato scartato a causa dell’altezza non regolamentare. Ad una soluzione ottimale vorrebbe approdare il presidente della Provincia di Belluno e sindaco di Longarone, Roberto Padrin. «So che i dirigenti della Pallavolo Belluno hanno avuto un colloquio con la società che gestisce il palasport di Longarone», fa sapere Padrin, «per capire disponibilità e condizioni di utilizzo. Sono in contatto con l’assessore allo sport del Comune di Belluno, Marco Bogo, per cercare una soluzione a Belluno. So delle difficoltà che derivano anche dal fatto che il palasport De Mas è in ristrutturazione».

E proprio per cercare di concertare l’utilizzo delle palestre del capoluogo, molte delle quali sono in capo alla Provincia, è in programma martedì un incontro con il Comune di Belluno al quale prenderà parte anche il consigliere provinciale Serenella Bogana. Lo stesso Bogo, l’altro ieri, aveva spiegato che: «Nessun no è stato detto alla Pallavolo Belluno, per il semplice fatto che nessun calendario di utilizzo delle palestre è ancora stato stilato», ed aveva in ogni caso ribadito la sua «massima disponibilità a cercare la soluzione migliore».

Alle disponibilità orarie nella struttura di Lambioi si intrecciano altri due temi non secondari: l’installazione del taraflex e la collaborazione con la Spes Belluno. Il taraflex è obbligatorio per giocare le partite ufficiali di serie A. Non per allenarsi, ma poterlo utilizzare anche durante la settimana, evitando così di doverlo posizionare e poi rimuovere di volta in volta, non dispiacerebbe. Quanto alla collaborazione sportiva con la Spes, presto sarà chiaro se il dialogo tra le due realtà del capoluogo ha prodotto gli esiti sperati. La sinergia, i cui dettagli restano però tutti da definire, consentirebbe alla Pallavolo Belluno di colmare un gap generazionale: in sostanza, quello degli atleti dall’U21 all’U17 e alla Spes di avere come ideale punto di approdo del suo vivaio un club di serie A

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