Addio a “Vinnie”, l’ingegnere che amava la tavola da surf e la sua piazza Bovio
PIOMBINO. Amava la sua Piombino. Amava piazza Bovio e quel rione, Trastevere, dove era cresciuto. È morto a soli 52 anni in Nuova Zelanda, dove viveva ormai da una vita, ma da dove ogni anno rientrava per abbracciare i genitori, la sorella e i tantissimi amici. Vincenzo Marotta, “Vinnie”, si è arreso a una malattia che non gli ha dato scampo. L’anno scorso era rientrato in Italia proprio per sottoporsi alle terapie, perché non era soddisfatto della sanità neozelandese. Prima a Firenze, poi direttamente a Piombino. Tre mesi durante i quali gli amici, per non disturbarlo, facevano i turni per andarlo a trovare a casa. Gli amici, una componente importantissima nella vita di “Vinnie”. Con loro il filo non si era mai interrotto, se non fisicamente. Aveva due chat su Whatsapp, “Amici di Piombino” e “Amici di Trastevere”.
E, come poteva, prendeva l’areo e volava qui per ritrovarsi con gli altri da Maso. E dopo la pizza, due passi in piazza Bovio a ridere, scherzare e ricordare gli anni belli. E gli aneddoti, come quel gol all’ultimo secondo al Mobilgronchi nel Torneo Babbini. «Eravamo al Magona - racconta Corrado Ottanelli, uno dei suoi amici più cari - e c’erano squadroni fortissimi. Noi eravamo una banda di ragazzetti. Tenemmo testa al Mobilgronchi e, all’ultimo secondo del recupero, Vincenzo da fuori area lasciò partire una saetta. Gol e tutti pazzi di gioia. Andammo in finale e vincemmo il torneo. Ogni volta ricordavamo questo episodio, come se avessimo vinto la Champions».
Dopo la maturità scientifica, Vincenzo si era iscritto alla facoltà di Ingegneria civile, a Firenze. A 25 anni si era laureato con il massimo dei voti. Durante l’ultimo anno di università conobbe una ragazza neozelandese, si innamorò e la seguì in capo al mondo. Dal matrimonio nacquero due figli, una femmina e un maschio. In Nuova Zelanda, nel distretto di Whangarei, parte settentrionale dell’isola, aprì uno studio con altri professionisti. Ed ebbe successo.
Grande appassionato di surf, gli amici lo ricordano come una persona buona, estremamente intelligente e anche riservata. E con una grande forza di volontà: «Mi diceva che ce l’avrebbe fatta - aggiunge Ottanelli - Ha affrontato la malattia con una dignità incredibile. Finché ci è riuscito, ha continuato a darci notizie. Fino a un paio di settimane fa, quando le sue condizioni sono peggiorate».
Stasera lo stesso Ottanelli organizza insieme agli altri amici un brindisi alla Rocchetta, in piazza Bovio: «Non potendo andare ai funerali ci ritroviamo tutti lì, per lui. Sappiamo che sarebbe felice».
Ad annunciare i funerali è la figlia Isabella, su Facebook: si terranno domani alle 12 nella chiesa di St Stephens Church Street Onerahi: «Tutti benvenuti. Al posto dei fiori apprezzeremmo le donazioni al North Haven Hospice che ci ha nutrito in questo momento difficile. È stato un anno di sfide per il mio prezioso papà e ora finalmente è in pace». —

