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Allenatore di snowboard e fisioterapista: i triestini Alessandro e Raphael ai Giochi di Pechino

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TRIESTE Due professionisti triestini nei team che affronteranno le prossime Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Pechino. Sono Alessandro Benussi, uno dei due coach della squadra italiana di snowboard freestyle per le specialità Slopestyle, Big Air e Half Pipe, e Raphael Rinaldi, fisioterapista delle squadre paralimpiche inglesi di sci alpino, sci nordico e snowboard.

Benussi è appena arrivato in Cina: «Sono molto curioso di vedere come sarà l’atmosfera in questi giorni, dopo la situazione particolare degli ultimi anni dettata dalla pandemia. Ero già stato a Pechino a dicembre 2019, per la Coppa del mondo di “prova” sul Big Air che avevano appena costruito per le Olimpiadi, in una zona industriale della città. Un lavoro di bonifica e riqualificazione pazzesco». Per l’allenatore triestino una grande emozione perché «sono le mie prime Olimpiadi – spiega –: sarà un ambiente nuovo, stimolante, ed è un obiettivo, un traguardo, che ho sempre voluto raggiungere. Finora, nonostante le grosse difficoltà causate dal Covid, con la squadra nazionale anche la scorsa stagione siamo comunque riusciti a portare a termine allenamenti e gare regolarmente, quindi l’attività non si è quasi mai fermata. Ma di sicuro – aggiunge – un evento importante come le Olimpiadi sarà diverso, considerando i protocolli di sicurezza attivati, rispetto alle edizioni senza queste restrizioni. In ogni caso noi come squadra partecipiamo con tutti i migliori propositi».

Benussi, con un passato da atleta tra sci e snowboard, diventato poi coach del gruppo azzurro, ormai da tanti anni lavora nel settore, con base a Trieste anche se trascorre quasi tutto l’anno fuori casa per seguire gli atleti, le competizioni e per altre manifestazioni legate alla disciplina.

Rinaldi arriverà in Cina a fine febbraio, le Paralimpiadi si terranno infatti dal 4 al 13 marzo. Negli ultimi due anni si divide tra Londra, dove risiede, e Chamonix dove si dedica alla preparazione sportiva. «Partiremo da Parigi il 26 febbraio con altre delegazioni europee. Quello che ci viene comunicato al momento è che sarà un’edizione austera, con misure anti-Covid molto attente. Ad esempio – ricorda – abbiamo seguito un protocollo iniziato 30 giorni prima dell’apertura dei villaggi olimpici, che sono tre in tutto collegati da treni veloci, effettuando test, certificazioni e procedure, per minimizzare al massimo i rischi, appena saremo atterrati».

Il ruolo di Rinaldi, nel dettaglio, è quello di «coordinare il servizio di fisioterapia e ottimizzare le performance degli atleti. C’è una lunga programmazione alle spalle e sono molto orgoglioso di essere stato coinvolto in un appuntamento così importante». Rinaldi conta già su un lungo bagaglio di eventi alle spalle, per lui si tratta «dei primi giochi paralimpici e della sesta esperienza olimpica della carriera. Ho lavorato di recente nella Coppa del mondo di sci alpino con protocolli rigidissimi, ormai siamo tutti abituati a gareggiare in questo clima legato alla pandemia che ci accompagna da tempo».

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