Salto con gli sci, i possibili nomi nuovi e le novità dell’Italia verso le Olimpiadi di Annecy 2030
L’Italia del salto con gli sci esce dai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 con qualche buona prestazione ma anche con la consapevolezza di essere molto distante dalle superpotenze globali della disciplina. Gli unici piazzamenti in top10 raccolti nel corso della rassegna a cinque cerchi sono arrivati nelle prove a squadre, mentre nelle gare individuali non si è andati oltre il 13° posto di Annika Sieff sul trampolino grande.
L’ex combinatista trentina rappresenta uno dei punti fermi del movimento azzurro verso il prossimo quadriennio olimpico, in attesa di ritrovare Lara Malsiner dopo il grave infortunio al ginocchio che l’ha tenuta ai box per tutta la stagione. La squadra femminile può contare quindi potenzialmente almeno fino al 2030 (Sieff ha 22 anni, Lara 25) su due atlete competitive ed in grado di attestarsi stabilmente tra le migliori 20 al mondo, ma l’obiettivo sarebbe quello di portare ad alto livello almeno un’altra ragazza.
Il nome più caldo in tal senso è quello di Martina Zanitzer, friulana classe 2005 salita prepotentemente di colpi proprio quest’inverno con tanti risultati in zona punti ed un paio di top20 nel circuito maggiore. Da monitorare anche il percorso di altre giovani come Noelia Vuerich (2006) e Leonie Runggaldier (2009) che dovranno dimostrare nei prossimi anni di poter trovare la loro dimensione in Coppa del Mondo.
Discorso forse ancor più complicato in campo maschile, con Alex Insam e Giovanni Bresadola chiamati a guidare un settore ridotto all’osso per quanto riguarda le competizioni di primo livello. Ad oggi il terzo azzurro è Francesco Cecon, che insegue ancora a 24 anni i primi punti della carriera nel circuito maggiore, ma attenzione in prospettiva 2030 alla crescita del diciottenne gardenese Maximilian Gartner.

