Salto con gli sci, la 74ma Tournée dei 4 trampolini è già storica. O in un senso o nell’altro, Bischofshofen regalerà qualcosa di inedito
La settantaquattresima Tournée dei 4 trampolini approccia l’ultima tappa con un vincitore in pectore, quel Domen Prevc che ha un vantaggio di 41,4 punti su Jan Hörl e di 41,7 su Stephan Embacher, rispettivamente secondo e terzo nella classifica generale della manifestazione più prestigiosa del panorama del salto con gli sci.
Non è record e non ci andiamo neppure vicini. Alla vigilia del Dreikönigsspringen (il vero nome dell’appuntamento conclusivo di Bischofshofen, intitolato ai Re Magi) si sono visti saltatori arrivare con un margine anche superiore ai 60 punti rispetto all’inseguitore meno lontano. Cionondimeno, nessuno ha mai perso la Tournée partendo da una situazione così favorevole come quella del ventiseienne sloveno.
Di lui, ha però colpito la lucidità in un’intervista televisiva immediatamente successiva alla gara di Innsbruck. Un reporter lo ha provocato (volontariamente?) chiedendogli se stesse già pensando ai festeggiamenti. Domanda banale e finanche irrispettosa, alla quale l’uomo del momento ha replicato con serafica tranquillità.
“No, perché mancano ancora due salti e tutto può succedere. Per esempio, ti ricordi di quando si aprì un attacco in volo a Daniel Andre Tande? Credo abbia perso più di 50 punti su un singolo salto, quindi nononostante il mio vantaggio, non si può dire che io abbia già vinto”. Game, set and match Domen Prevc, che ha dato una lezione di stile e di storia a chi gli ha improvvidamente posto il quesito.
Non possiamo sapere se l’abbia fatto scientemente, ma l’atleta di Kranj ha tirato fuori al volo l’unico precedente in cui, a Bischofshofen, il leader della classifica generale ha ceduto più di 41,4 punti a chi, poi, la Tournée l’ha vinta.
Nessuno se lo ricorda, perché nel 2016-17. Tande era in piena bagarre con Stoch (erano separati da 1,7 lunghezze), ma il norvegese incassò la bellezza di 57,7 punti dal polacco nella gara conclusiva, proprio in seguito a quell’inconveniente in fase di volo (di cui peraltro fu l’unico responsabile, perché non aveva chiuso bene l’attacco dello sci prima di partire).
Domen Prevc ha detto bene, solo un imprevisto può privarlo della Tournée. Un imprevisto che si può chiamare squalifica, oppure incidente di percorso. Viceversa, la tavola è apparecchiata per fregiarsi dell’Aquila d’Oro, consentendo alla famiglia di diventare la prima della storia a produrre due fratelli capaci di imporsi nel prestigiosissimo evento.
Peter Prevc lo fece nel 2015-16, vincendo tre tappe e 7 serie di gara su 8. Domen può emularlo, a esattamente 10 anni di distanza. In realtà, svanito il Grande Slam (ieri, a Innsbruck, lo sloveno si è dovuto inchinare al giapponese Ren Nikaido per mezzo punto), a questo punto conta solo chiudere la partita. Sotto questo aspetto, il vincitore in pectore ha dalla sua un numero spropositato di match point.
Comunque vada, si farà la storia. O due fratelli a vincere la Tournée per la prima volta, oppure il primo atleta a perdere la Tournèe a Bischofshofen partendo da più di 40 punti di vantaggio. Ennesima riprova di come questa manifestazione, a prescindere dai connotati di ogni edizione, non smetta mai di proporre temi d’interesse. Quasi tre quarti di secolo e non sentirli!

