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Canottaggio, a Trieste il Saturnia ha bisogno di spazi: «Non riusciamo più ad accogliere nuovi soci»

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TRIESTE Varcata la soglia di viale Miramare, appare un Saturnia in tutte le sue molteplici sfaccettature: sul piazzale le imbarcazioni dei giovanissimi rientrati dall’allenamento, i soci che all’ombra trascorrono il tempo tra una partita di carte ed una chiacchiera, altri appena usciti dall’acqua, altri ancora che nel campetto multifunzione sono impegnati in una lezione di step.

Gianni Verrone, presidente dal 2012, trova il tempo di scambiare due parole prima di un’importante seduta di consiglio direttivo.

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«Sono 850 soci – esordisce – la cui frequenza dipende dalle stagioni e dai momenti della giornata, che hanno a disposizione la palestra dotata di ricircolo dell’aria, il parco barche con scafi riservati a loro a seconda delle abilità, il bar/ristorante. C’è una grande attività dedicata, con ogni giorno un corso diverso: ginnastica dolce, yoga, fitrow e ovviamente corsi di canottaggio per amatori, tutti al limite della capienza, tenuti da istruttori cresciuti all’interno del Circolo, e con tre degli allenatori della squadra agonistica tutti dipendenti del Saturnia, unica società in Italia ad aver i propri coach anche collaboratori o responsabili di settore: Spartaco Barbo ct U23 e delle Acque Libere, Stefano Gioia responsabile settore giovanile, Federico Parma collaboratore squadra nazionale femminile junior».

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Chi tiene le altre attività invece, sono tutti laureati in scienze motorie: Igor Millo e Federico Mattiussi, coadiuvati dall’Azzurra Bea Millo. In pieno svolgimento i corsi estivi, che per scelta hanno ridotto il numero degli iscritti, come il tempo di permanenza, e con i ragazzini la maggior parte dei quali vengono poi assorbiti dalle diverse squadre pre ed agonistiche. Fiorente è anche l’attività con le scuole, e la riprova la vittoria dell’Ic Altipiano alla Fase Nazionale dei Studenteschi, armo preparato da questa società.

Un Circolo supportato da un consiglio direttivo coeso che vede nomi illustri del canottaggio, da Verrone ex atleta al Ravalico, a Martina Orzan finalista olimpica ad Atlanta’96, vicepresidente del Coni regionale, coadiuvata da Anna Rosso, collaboratrice per il settore giovanile, plurimedagliata ai mondiali junior e segretaria del Comitato Regionale Fic, Sandi Pace, azzurro in squadra junior, Roberto Camerini canottiere plurimedagliato, e ancora Franca Strancar, Carlo Rossi, Nefer della Torre Valsassina ed Enrico Scaramucci, tutti canottieri master.

Un’attività che non si esime dall’organizzazione di eventi come la Regata dell’Europa Unita, la fase regionale dei giochi studenteschi ed a turno con le altre società del polo barcolano, una gara regionale. In questo panorama tutto al positivo, c’è qualcosa ancora da realizzare? «Il nostro problema – conclude Verrone – sono gli spazi. Abbiamo una lista d’attesa di 50 persone che non riusciamo ancora ad accontentare, che chiedono di entrare al Saturnia per fare attività sportiva a tutti i livelli»

Quale soluzione pensate di percorrere? «Abbiamo già presentato un progetto al Comune per occupare gli spazi all’interno del terrapieno per costruire una palestra, una vasca voga, un hangar ed uno scivolo per le barche da coastal ed una foresteria condivisa con gli altri club viciniori per ampliare l’offerta sportiva ed ospitare anche atleti da fuori regione».

Un progetto importante e emolto ambizioso, che porterebbe le strutture del Saturnia a competere ulteriormente con i migliori club sportivi italiani.

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