Canottaggio
Aggiungere notizie
Notizie

Dri, dal basket ai vertici del canottaggio: «E ora voglio battere anche i più grandi»

0 28

Un cestista mancato che diventa un canottiere di livello mondiale. È la storia sportiva, in estrema sintesi, di Marco Dri, gonarsese tesserato per la Canoa San Giorgio, già campione italiano 2017 nel singolo under17 e capace di vincere, la settimana scorsa, la medaglia di bronzo ai Mondiali under 19 di canottaggio al lago di Varese.

Il diciottenne friulano, in coppia con il lombardo Marco Selva, è salito sul terzo gradino del podio nella specialità del doppio maschile, preceduti solo da Germania e Turchia.

Un risultato eccellente per Dri, che nel 2021 aveva concluso al quarto posto la rassegna iridata giovanile. Un anno dopo, salire sul podio mondiale rappresenta una grande soddisfazione.

«Più che la finalissima in sé – spiega Marco, studente del liceo scientifico di scienze applicate, al Malignani –, a Varese l’ostacolo più duro è stata la gara di semifinale, nella quale abbiamo patito un po’, qualificandoci all’atto conclusivo solo per 7 centesimi, pur registrando un ottimo crono.

Poi, quando abbiamo capito che saremmo andati a giocarci le medaglie, ci siamo rilassati e abbiamo pensato solo a fare il massimo.

Non eravamo partiti con l’obiettivo di un risultato importante, però con tecnica, concentrazione e fame di arrivare in alto, abbiamo realizzato un tempo davvero importante. Il podio è tanta roba».

A chi dedichi la medaglia di bronzo mondiale?

«Sicuramente alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto, in tutti gli alti e bassi. E all’allenatore Massimiliano Candotti, che mi ha fatto crescere sia come atleta, sia come persona. Da anni, passo con lui ore di allenamento quotidiano: sono un po’ burbero, così come lui: ci troviamo bene».

Giusto sottolineare il crescendo di risultati degli ultimi anni.

«Quest’anno sono cresciuto molto. Sono partito che mi destreggiavo nei primi dieci in Italia, già bene. Adesso, soprattutto a livello di testa, di convinzione e di possibilità tecniche ed atletiche, assieme a Marco Selva abbiamo raggiunto un livello molto alto. Siamo maturati gareggiando. Il lavoro con i tecnici sta pagando».

L’anno scorso gareggiavi con Emanuele Bergamin. Come si è formata la coppia con Selva?

«Nelle settimane precedenti il Mondiale, in allenamento nel raduno al lago di Piediluco, avevamo iniziato con il quattro di coppia. Poi i tecnici hanno capito che potevamo essere una coppia vincente e ci hanno messi alla prova. Tra l’altro, gli stessi allenatori della Nazionale, Valter Molea e lo staff azzurro, dicono che il doppio è la barca più difficile: il singolista o va o non va; per far andare il quattro di coppia bisogna trovarne quattro buoni. Per far vincere il doppio occorre avere due atleti forti».

Gli inizi di Marco Dri?

«Facevo pallacanestro a Gonars, il mio paese. Poi ho deciso di cambiare e una mia prozia, che lavorava al bar della Canoa San Giorgio, mi ha invitato a vedere le gare. Ho iniziato essenzialmente per far calare la pancia e, da lì ho proseguito. Devo ringraziare la società sangiorgina perché mi ha messo a disposizione le strutture, i materiali: è una fortuna per me avere tutto questo vicino a casa».

E adesso?

«Ora voglio gareggiare contro quelli più grandi di me: sono molto carico dopo il bronzo di Varese. Nel mirino metto gli Europei U23, in Belgio ai primi di settembre».

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored