Sci da alpinismo a km zero nel laboratorio De Michiel: «Cerco perfino il legno»
Gli sci del Cadore realizzati all’interno di un piccolo laboratorio di Lorenzago, firmati dall’estro di Massimo De Michiel. La passione giovanile per lo scialpinismo che si trasforma fino a prendere forma tra quattro mura che oggi iniziano ad essere “strette” , con un obiettivo ben preciso che va decisamente oltre ogni aspetto economica e commerciale. «I miei sci sono il simbolo di una fruizione della montagna più consapevole e rispettosa dell’ambiente».
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Come nasce l’idea di costruire “in casa” gli sci?
«È nato tutto un po’ per caso, una decina d’anni fa. Giravo su internet quando mi sono imbattuto in una produzione di sci fai da te negli Stati Uniti. Il sito spiegava i passaggi da compiere per realizzare un paio di sci, a quel punto ho deciso di iniziare a sperimentare. Il mio lavoro è un altro, sono un artigiano idraulico, lo sci rappresenta una passione che ad un certo punto ho deciso di trasformare in maniera alternativa».
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Oggi gli sci fatti in casa De Michiel hanno un volto, un marchio ed un nome?
«I miei sono esclusivamente sci da alpinismo. La scelta è ben precisa e richiama a una fruizione diversa della montagna. Ho ricavato un piccolo laboratorio in casa, a Lorenzago. Ho creato un marchio che si chiama 4 Off e mi concentro nella produzione, tutto rigorosamente su misura, di tre modelli, da uno più tradizionale ad uno più performante fino ad uno che si presta per le gare. Sono tutti sci prodotti a chilometro zero, questo è un altro aspetto a cui tengo particolarmente. Mi occupo di tutte le fasi della produzione, preoccupandomi in prima persona col mio mezzo di andare a recuperare il legno, elemento base per la realizzazione degli sci. Si tratta di un legno particolare, specifico per questo tipo di lavori. Si chiama legno Paulonia, vado a prenderlo personalmente nel vicentino ed ora anche in Friuli. Anche dei vari componenti mi occupo in prima persona, l’unica cosa che non faccio sono le grafiche: le ho affidato ad un amico fornitore che sta pure lui in montagna».
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Perché 4 Off e quali sono i prossimi obiettivi?
«4 Off nasce, come tutto il resto, sicuramente per caso, un po’ per gioco. È uno slogan che vuole invitare tutti a stare all’aria aperta, a fare attività outdoor ma sempre in maniera rispettosa e consapevole dell’ambiente circostante. Per il momento la produzione interessa principalmente gli amici e gli amici degli amici. Il mio sogno è quello, un giorno, di poter avere un laboratorio vero, sicuramente più grande di quello attuale in un’ala di casa. Ho instaurato una collaborazione con un negozio sportivo del Cadore, i miei sci attualmente sono in vendita lì».
Non a caso la scelta dello scialpinismo: che messaggio si cela dietro questo tipo di produzione?
«La sostenibilità è il mio cruccio. Bisogna ritrovare la consapevolezza della montagna, i tempi sono maturi per intraprendere un percorso di fruibilità delle terre alte in maniera alternativa. Dietro le mie produzioni c’è un processo interamente a chilometro zero. Mi piace, con i miei sci, mandare un messaggio di rispetto per la montagna. Sono sci esclusivamente per la pratica dello scialpinismo».

