Open d’Italia 2026, il Golf Torino cala il poker
Una storia legata alla passione di undici persone che amavano il golf. Una storia che si identifica nella capacità di affrontare e superare un periodo di difficoltà. Una lunga storia nata nel 1920, dopo la Prima guerra mondiale.
Questa è la storia del Golf Torino, il Circolo che sorge all’interno del parco “La Mandria” già riserva di caccia dei Savoia e dove ha sede anche la celebre Reggia di Venaria Reale. Basta varcare il cancello d’ingresso del Circolo per ammirare uno dei più spettacolari ambienti dove giocare a golf. Al “Torino” tutto è funzionale al golf e le caratteristiche dei due percorsi garantiscono due differenti esperienze di gioco, ma ciò che li accomuna è l’attenta e capillare manutenzione portata avanti quotidianamente nel pieno rispetto dell’ecosistema locale. Ed è proprio in questa stupenda sede che dal 25 al 28 giugno, si disputerà l’83° Open d’Italia.
Ma riavvolgiamo per un attimo il filo e partiamo dall’inizio. La prima sede del Circolo fu nel basso Canavese, zona San Maurizio, all’interno di una brughiera che veniva utilizzata anche per le esercitazioni militari. La storia racconta che quelli erano anni difficili, ma anche di grande voglia di rinascita. E così, quattro anni dopo la fondazione, nel 1924 arriva anche l’affiliazione alla Federazione Italiana Golf. Tre anni dopo, nel 1927, il Circolo si trasferisce nella zona di Mirafiori, nella periferia a sud di Torino, dove nasce un percorso a nove buche in condivisione, però, con le corse ippiche. Ed è proprio questa condivisione che fa nascere l’esigenza di una sede più adatta al gioco del golf e così il trasferimento avviene in tempi brevi al Colle della Maddalena. Passano gli anni e nel 1956 arriva il definitivo trasloco nell’attuale sede de “La Mandria”, parco regionale tra i più belli e affascinanti della pianura padana.
Alla guida del Golf Torino si sono succeduti 10 presidenti: da Filippo di Sambuy, Edoardo Agnelli, Theo Rossi di Montelera, Napoleone Rossi di Montelera, Giovanni Nasi, Alberto Brignone, Sergio Pininfarina, Lorenzo Silva a Carla Ubertalli, fino ad arrivare a Giorgio Maria Roberto Tadolini (il presidente del centenario) eletto nel 2020 e tutt’oggi in carica. Tadolini, dopo Sergio Pininfarina (1999) e Lorenzo Silva (2013 e 2014) sarà il presidente del quarto Open d’Italia che si disputerà al Golf Torino.
Tadolini, cosa si prova ad essere stato il presidente del centenario e fra poco più di tre mesi anche il presidente del 4° Open d’Italia giocato nel suo circolo?
“Per noi il centenario è stato un evento importante e di grande prestigio. Tutti lo hanno apprezzato anche perché abbiamo saputo riunire una generazione di atleti che negli anni ci ha regalato grandi soddisfazioni e tanti successi. Tutti abbiamo lavorato con impegno perché consapevoli del fatto che nessuno di noi avrà modo di ripetere e vivere una festa di questa portata. Per quanto riguarda il quarto Open, invece, la prima cosa che mi sento di dire è grazie. Grazie alla Federazione per avere creduto in noi, sono onorato di questa attenzione verso il circolo che presiedo. Un grazie va anche al territorio che ci supporta e spero che il nostro impegno venga giustamente preso in considerazione anche per il futuro. Ce la metteremo tutta per trasformare questo importante evento in un successo. Il mio sogno? Vedere il villaggio ospitalità e il percorso di gara affollato da tanti ragazzi”.
Il vostro Circolo ha una forte tradizione che rispecchia i valori sani e antichi del golf: qual è l’aspetto che secondo lei vi contraddistingue più di tutti?
“Semplice: innanzitutto il grande attaccamento alla tradizione, poi il rispetto delle regole e della natura, e infine il legame di amicizia che ci unisce dentro e fuori il campo”.
C’è un segreto nei vostri numerosi successi sportivi?
“Il golf Torino vanta una grande tradizione agonistica e di questo ne andiamo fieri, ma non parlerei di segreti. I risultati nascono dall’organizzazione, la serietà dei tecnici e la volontà di tutti nel perseguire gli obiettivi che quotidianamente ci prefissiamo. Basti pensare al nostro Club dei Giovani dove sono iscritti circa 150 ragazzi; i sacrifici sono tanti, ma alla fine i risultati fanno passare tutto in secondo piano”.
Negli ultimi anni vi siete aperti sempre più alle famiglie e ai giovani: quali saranno le sfide future?
“Dobbiamo combattere la crisi dell’avvicinamento dei giovani allo sport e nel nostro caso al golf. Oggi un giovane è distratto dalla tecnologia e dai social, ha difficoltà a comunicare e noi facciamo fatica a trasmettere messaggi a chi non è già uno sportivo. La nostra sfida futura è proprio questa: riuscire ad avvicinare e a parlare con i giovani. Come? Partendo dal nostro interno, vale a dire da un ringiovanimento della compagine sociale”.
Una giusta preoccupazione per il futuro, ma resta il fatto che al Golf Torino, negli ultimi anni, si è assistito ad un incremento delle attività e alla nascita di un numero sempre maggiore di campioni. Una crescita, come ha sottolineato Tadolini, dovuta anche a una politica particolarmente attenta verso il Club dei Giovani. A livello di risultati oggi il Palmares del Circolo Golf Torino è tra i più ricchi e titolati d’Italia. Nella sua bacheca sono custoditi trofei conquistati in tutti i tornei più importanti.
Non solo giovani emergenti, perché al “Torino”, non dimentichiamolo, sono di casa anche i fratelli Edoardo e Francesco Molinari, campioni internazionali che tengono alto il nome dell’Italia (oltre che del Circolo stesso) nelle principali competizioni golfistiche internazionali.
Un binomio, quello dei due campioni nati e cresciuti sul percorso torinese, che ha portato nell’Albo d’Oro del Circolo il Mondiale del 2009 e le edizioni 2010 e 2012 della Ryder Cup. Due trofei che ben pochi al mondo possono vantare nella bacheca della propria Club House, oltre al fatto che Edoardo e Chicco sono stati anche i vicecapitani di Luke Donald nelle ultime due edizioni della Ryder Cup disputate a Roma e a New York e potrebbero essere confermati per Ryder Cup 2027 in programma all’Adare Manor di Limerick, in Irlanda.
L'articolo Open d’Italia 2026, il Golf Torino cala il poker proviene da Aigg Magazine.

