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L’Outdoor, fra natura e spazi aperti una risposta ai bisogni dell’uomo

Parte da Fiuggi, in Ciociaria, la proposta dell’outdoor non più solo come attività ricreativa, ma come cultura italiana diffusa, che risponde alla necessità del nostro tempo di ritrovare equilibrio, presenza e nuova energia, assecondando il nostro bisogno innato di natura, ispirandosi ai paesi nord europei dove è radicata la filosofia del “Friluftsliv”, ovvero la “vita all’aria aperta”.
Una cultura capace di promuovere salute pubblica e longevità sana, trasformare territori e generare sviluppo sostenibile.

È la visione emersa dal convegno nazionale “Destinazione Outdoor, tra presente e futuro. Visioni, pratiche e nuove culture dello stare all’aria aperta” promosso dall’Associazione ProFiuggi, che ha riunito all’Ambasciatori Place Hotel di Fiuggi (FR) esperti nazionali, operatori del settore e cittadini. Secondo appuntamento del ciclo ProFiuggi Lab dedicato all’innovazione turistica. A settembre 2026 il focus sarà sull’enogastronomia come leva di sviluppo territoriale.

Il termine “Friluftsliv”, coniato intorno al 1850 dal drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, è una filosofia quotidiana, che riconosce il contatto con l’aria aperta come parte integrante della nostra identità. Una filosofia che affonda le radici in qualcosa di ancora più profondo: la biofilia, la connessione innata e biologica che gli esseri umani hanno con la natura e le altre forme di vita, un istinto evolutivo teorizzato dal biologo Edward O. Wilson.

La letteratura scientifica parla della necessità di “Dosi di Natura” di 120 minuti a settimana di attività all’aperto per il benessere: in particolare, gli stimoli naturali agiscono come un “rallentatore” per il nostro cervello sovraccarico di informazioni e richieste quotidiane, attivando l’attenzione involontaria e facilitando il recupero cognitivo (Teoria della Rigenerazione dell’Attenzione).

Come va, invece nel nostro Paese? Da una parte si registrano i danni del “nature-deficit disorder”: oggi circa 2 milioni di minori (1 su 5) mostrano disturbi del neurosviluppo (dati Sinpia-Società Italiana dell’Infanzia e dell’Adolescenza). Stiamo compromettendo facoltà motorie e mentali innate, come la capacità di fare una capriola.

Dall’altra parte, i dati indicano che molto si muove sul piano turistico: secondo l’Osservatorio del Turismo Outdoor 2025 (Human Company e Thrends), nel 2024 il comparto italiano ha generato un impatto economico di 8,85 miliardi di euro considerando l’intero indotto, con 67,7 milioni di presenze registrate.

“Outdoor significa letteralmente ‘fuori dalla porta’ – spiega Paola Rizzitelli, esperta di wellness economy e turismo rigenerativo, founder di Five Dimensions Wellness® e moderatrice dell’evento -. Camminare, andare in bici, degustazioni fatte tra le vigne o tra gli ulivi, pic-nic, dormire in una tenda trasparente o in una stanza sull’albero: sono tutti modi di rispondere ai bisogni che soddisfiamo all’aperto, dove ritroviamo versioni diverse di noi stessi. L’outdoor, così, non è più un’attività, diventa così un modo più dinamico, attivo e interattivo di offrire, visitare e abitare i luoghi. Un territorio come Fiuggi ha tutti gli elementi per costruire una proposta contemporanea, innovativa e coerente. Se siamo qui è perché ci crediamo: vogliamo creare una cultura di vita italiana e condivisa, che ha tutte le carte per diventare un punto di riferimento internazionale”. Non si tratta di una attività. Diventa un modo di offrire, di visitare, di abitare i luoghi, in modo più dinamico, interattivo, più presente.

Le diverse anime dell’outdoor e come cambia la narrazione del viaggio

Dal convegno è emerso che i territori-destinazione possono esprimere l’outdoor secondo diverse anime: come stile di vita sano, fondato sull’attività fisica e sul movimento all’aria aperta, favorendo quella che è la longevità sana (healthspan); come lentezza e consapevolezza: cammini, trekking, nordic walking, Mountain Bike e immersioni forestali raccontano che per stare davvero a contatto con la natura serve un tempo che aggiunge senso al viaggio; come manifestazioni sportive: sempre più diffuse stanno creando identità forti capaci di generare attrazione, ma allo stesso tempo esigono la gestione dell’impatto ambientale e sociale; come integrazione nel settore MICE: il settore congressuale, degli eventi e meeting aziendali oggi unisce business e leisure (bleisure) e sceglie località che non siano solo bei posti da vedere con strutture efficienti, ma anche ambienti in grado di far vivere esperienze all’aria aperta.

“La parola slow sta ridisegnando la geografia del viaggio: si tratta di abitare il tempo in maniera diversa, di riconoscerne una qualità altra – così è intervenuta Simona Tedesco, giornalista, direttrice del mensile DOVE e direttrice editoriale progetti multimediali RCS MediaGroup -. È una modalità in cui tornano al centro il corpo, il ritmo, l’attenzione. Nell’outdoor è avvenuto un cambiamento di paradigma fortissimo: non si cerca più la performance, ma la rigenerazione di sé”.

“Il viaggio non serve più a dimostrare qualcosa, ma a ritrovare qualcosa – ha continuato -. La parola chiave è ‘human travel’: non più solo esperienza, bensì relazione. Relazione con se stessi, con le persone che abitano i luoghi, con il territorio autentico, non più il loro consumo. In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, dove il 63% delle immagini su Instagram è generato dalla AI, l’outdoor diventa spazio di autenticità necessaria. Non è più questione di rallentare: il viaggio è abitare il tempo con un senso profondo dello stare. E questo, per chi viaggia, cambia tutto”.

Outdoor come medicina preventiva per la longevità sana: parlano i dati scientifici
Il professore Francesco Landi, Professore Medicina Interna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Direttore del Dipartimento Scienze dell’Invecchiamento del Policlinico Gemelli di Roma, ha portato le evidenze scientifiche più recenti sul tema della longevità sana, citando articoli importanti pubblicati su testate quali The Wall Street Journal e The Time: “Questo tema non riguarda solo gli anziani. Lavorando su prevenzione e stile di vita tra i 20 e i 60 anni si può ambire a un’età biologica migliore di quella anagrafica. L’outdoor è democratico e agisce in particolare sul movimento”.

Landi ha illustrato come otto fattori chiave – dieta, esercizio fisico, glicemia, peso, colesterolo, pressione, fumo e sonno – siano decisivi: “Chi a 50 anni adotta questi stili guadagna 15 anni di vita sana in più per le donne e 12 per gli uomini, senza malattie cardiovascolari”.

Landi ha anche sottolineato il legame tra ambiente e salute: “Negli ultimi anni abbiamo aggiunto un altro elemento, con lo slogan ‘No healthy longevity without a healthy planet’, un progetto che misura come i valori del PM – particolato atmosferico, ndr – influenzano direttamente colesterolo e pressione arteriosa, ossia i valori più impattanti sulla salute. Nessun Paese è immune dagli effetti del cambiamento climatico sulla salute come riportato dalla rivista scientifica The Lancet Healty Longevity (gennaio 2021)”.
Con il Policlinico Gemelli ha lanciato la Longevity Run, progetto decennale che ha già coinvolto 25mila persone in 10 piazze italiane nel 2025, portando cultura della prevenzione attiva e sensibilizzazione cardiovascolare nei territori. Un contributo scientifico che conferma il potenziale di territori come Fiuggi: il patrimonio naturalistico e la qualità dell’aria li rendono destinazioni ideali per il turismo della salute e del benessere.

Outdoor lento, consapevole e a piedi nudi: significato, valore e motivazioni
Nel 2024 il turismo dei cammini ha fatto registrare un +29% rispetto al 2023, con oltre 191mila camminatori certificati (dati Terre di Mezzo).

Michela Battisti, dottoressa in Psicologia e Salute e Guida Ambientale Escursionistica di Itinarrando – Tour Operator che propone cammini ed esperienze consapevoli connessi alla natura per promuovere la conoscenza della Ciociaria – partendo dai dati e dall’esperienza, ha evidenziato natura ed esperienze outdoor siano elementi essenziali per l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo della persona, anche in casi di ADHD e spettro autistico. Tanto che negli ultimi anni c’è stato “un cambio di paradigma orientato all’introduzione di esperienze all’aria aperta per l’educazione dei minori, ispirate alla Pedagogia del bosco e alla Forest School, che hanno portato a progetti educativi consolidati come l’Asilo nel Bosco e Strade Maestre. La natura non è solo una cornice o un diversivo, ma un canale attraverso cui i bambini si rigenerano. La nostra responsabilità come adulti è far diventare outdoor uno stile di vita, coniugando politica ambientale ed educativa”.

Allo stesso tempo, è verificato un forte aumento della pratica del trekking, con una trasformazione dell’approccio dei giovani all’escursionismo: “Cercano nella natura una valida alternativa all’iperconnessione: si mettono alla prova, alla ricerca di esperienze trasformative, riappropriandosi della lentezza come stile di vita che permette una migliore connessione con se stessi e con gli altri”.
Andrea Bianchi, autore, editore del network Mountainblog ed esperto di Natural Wellness, ha portato la prospettiva del camminare a piedi nudi come pratica di benessere: “Tutto è cominciato quindici anni fa accompagnando mia figlia: mi sono tolto le scarpe e ho capito che stava nascendo qualcosa di nuovo. Da quella domanda — si può camminare scalzi in montagna? — è nato un percorso che ha portato alla pubblicazione de Il silenzio dei passi e alla creazione di un’Academy per diffondere questa pratica nei territori. Le persone vogliono qualcosa di più da un viaggio: riportare a casa pratiche che possano diventare stile di vita”.

Ha illustrato come si traducono questi principi: “Abbiamo creato sentieri del benessere in Trentino e Friuli: percorsi a piedi nudi, vicini a fiumi o panoramici per respirazione consapevole, con segnaletica minima. Coinvolgiamo amministrazioni, operatori e cittadini che riscoprano i territori”. E sui numeri: “A San Martino 213 persone in fila a piedi nudi: dal bimbo di un anno e mezzo all’85enne. Non performance sportiva, ma concentrazione mindfulness.”

Alessandra Cazzola, Master Trainer della Scuola Italiana Nordic Walking, ha approfondito come questa disciplina unisca benessere, sport e turismo: “Dopo la pandemia è aumentata la domanda di attività all’aria aperta. Il nordic walking, adatto a tutte le età, corregge la camminata e si presta particolarmente al turismo esperienziale”.

La trainer ha evidenziato il potenziale dell’urban walking come strumento di rigenerazione: “Permette di riscoprire le città camminando, rigenerando persone e spazi urbani. Può diventare modalità per rendere l’ambiente accessibile e sicuro, favorendo la riappropriazione di spazi che attraversiamo troppo velocemente, unendo natura, movimento e consapevolezza”.

Nel 2024 il turismo sportivo internazionale ha prodotto un impatto di 338 milioni di euro, con oltre 550mila viaggiatori stranieri che hanno scelto l’Italia per eventi sportivi (dati Enit).

Sergio Battistini, Sport Manager del Comitato Grandi Eventi Val di Sole e co-founder Centro Bike Val di Sole – che conta 14 noleggi bici, 4 centri bike, 2 bike park e tantissimi trail da sogno – ha raccontato come il bike tourism sia diventato leva strategica di sviluppo territoriale: “Organizzare eventi bike oggi è molto costoso e poco sostenibile economicamente. La differenza l’abbiamo fatta quando l’evento è passato dall’essere un evento sportivo di un singolo paese a diventare un evento collettivo e strategico per tutto il Trentino, coinvolgendo stakeholder – istituzionali e non -, team competente e volontari”.

Dal punto di vista dell’impatto sul territorio – con un indotto di circa 2 milioni, di fronte una spesa di 1 milione di euro -, “il valore più grande è dato dalla visibilità televisiva mondiale: un’audience cumulativa di 15,6 milioni di spettatori che ha costruito per la Val di Sole una reputazione e una riconoscibilità di grande valore nel panorama internazionale”.

Onorio Rebecchini, Presidente del Convention Bureau Roma e Lazio, ha evidenziato il potenziale del golf per lo sviluppo turistico: “Il golf è diventato sport democratico e strumento di destinazione. Paesi come Spagna e Portogallo, ad esempio, attraggono soggiorni di 4-7 giorni grazie ai campi da golf”.

E su Fiuggi: “Abbiamo uno dei campi da golf più antichi del Lazio, con maestri che sono ambasciatori in tutta Italia. Nel Lazio ci sono 18 campi ma non tutti con i requisiti adatti. Fiuggi ha un’opportunità unica che sarebbe imperdonabile non valorizzare per intercettare il golf tourism internazionale”.

Fabio De Santis, Direttore Eventi e Congressi di Italian Exhibition Group (società che da gennaio ha preso in gestione il nuovo Fiuggi Convention Centre), ha illustrato le tendenze MICE post-Covid: “La rivincita delle destinazioni secondarie, dove cultura, sport e attività fisica sostituiscono l’idea di cocktail party. Il 67% dei congressisti vuole prolungare la permanenza con esperienze bleisure”.

Ha evidenziato il potenziale di Fiuggi: “Destinazione perfetta per il turismo business che invade l’area leisure: autentica, attiva, con sport, wellness e territorio da esperire. L’originalità sta nel contatto con la comunità, più facile in realtà di dimensioni contenute. Servono attività semplici e accessibili – camminate, bike, wellness – per almeno mezza giornata. In generale ora le aziende investono nello star bene del dipendente: chi va al convegno può restare con la famiglia. E il tasso di produttività aumenta”.

Il convegno ha messo in luce il modello organizzativo innovativo ProFiuggi: associazione di 60 imprese della filiera turistica locale nata nell’aprile 2025 con l’obiettivo di riposizionare la destinazione termale anche attraverso l’outdoor.

“Vogliamo farne un caso studio replicabile per altre destinazioni italiane. L’aggregazione imprenditoriale è la chiave: solo unendo le forze si possono attrarre investimenti, progettare strategie di lungo periodo e competere a livello nazionale”, ha dichiarato Antonio Russo, Presidente di ProFiuggi.

Il modello integra patrimonio naturalistico (cammini, sentieri, golf internazionale), infrastrutture congressuali (nuovo Palacongressi) e offerta termale storica, per intercettare bleisure travelers, turismo attivo ed eventi sportivi.

L’incontro rappresenta il secondo appuntamento del ciclo ProFiuggi Lab dedicato all’innovazione turistica ed è stato ospitato dall’Ambasciatori Place Hotel, tra i soci fondatori di ProFiuggi; Organizzazione e comunicazione sono state curate da Accento – Marketing per il Turismo, con il supporto di Valla-Postacchini Communication per l’ufficio stampa e le PR.

Foto di gruppo con relatori

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