Golf, i criteri di qualificazione alle Olimpiadi di Los Angeles 2028
La via per la qualificazione alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, in tema di golf, ha molto, se non tutto, di simile a quanto già accaduto nelle edizioni passate dal ritorno, avvenuto a Rio 2016, nel contesto a cinque cerchi. Una variabile, però, c’è: come vedremo, è costituita dall’evento misto. Ma andiamo con ordine.
Innanzitutto, la partecipazione olimpica è gestita da un organo la cui notorietà è davvero minima, l’IGF (International Golf Federation), di fatto il tramite per il quale viene gestita la partecipazione olimpica. L’IGF gestisce il ranking olimpico, basato sulle due classifiche mondiali esistenti: l’OWGR (Official World Golf Ranking) per gli uomini e il WWGR (Women World Golf Ranking) per le donne, anche se in questo secondo caso si tende più a parlare di Rolex Rankings a causa della sponsorizzazione della celebre marca di orologi. Si tratta di ranking che si basano su un record biennale: i punteggi, dopo le prime 13 settimane in cui sono pieni, perdono di valore dell’1,1% per le 91 successive prima di non contare più. Il punteggio è poi diviso per il numero di tornei validi giocati nel periodo con un minimo divisore di 35 eventi per le donne e 40 per gli uomini, che hanno peraltro un massimo di 52.
Il periodo di qualificazione olimpica parte dal 22 giugno 2026 e termina il 19 giugno 2028 per gli uomini, mentre le date chiave sono 8 giugno 2026 e 5 giugno 2025 per le donne. Si qualificano per le Olimpiadi in 60 per competizione, di cui 59 attraverso la classifica e uno per una quota nazionale che, visto che si gareggerà negli Stati Uniti, difficilmente servirà visto che gli States, come vedremo, saranno ampiamente rappresentati. Nei fatti, quel 60° posto verrà riallocato. A contare saranno le classifiche del 19 giugno 2028 per gli uomini e del 5 giugno 2028 per le donne.
I regolamenti tecnici: dal 1° al 15° posto è possibile, per un Paese, portare fino a quattro rappresentanti alle Olimpiadi. Dal 16° posto in avanti, invece, tale numero scenderà a un massimo di due. Chiaramente la questione implica che gli USA debbano “scartare” svariate decine di golfisti, come anche altri Paesi con tanti rappresentanti potenziali a disposizione, ed è per questo che non è raro vedere discese nella zona del 300° posto per la “chiusura” del ranking olimpico. Questo, peraltro, verrà costantemente aggiornato dall’IGF su una pagina apposita nella quale si potranno vedere i 60 qualificati al momento più le riserve disponibili in caso di necessaria riallocazione. Una nota necessaria da rimarcare è legata al fatto che ognuno dei cinque continenti ha almeno un posto garantito nel field di partenza. Difficilmente ci sarà bisogno di riallocazione, in quanto storicamente nel ranking mondiale c’è spazio per tutti almeno già entro la centesima posizione.
La novità è quella dell’evento a squadre miste, che si giocherà a cavallo tra i tornei maschile (19-22 luglio) e femminile (26-29 luglio), vale a dire il 23-24 luglio. Parteciperanno 16 team composti ciascuno da un uomo e una donna. Verrà utilizzato uno specifico ranking, l’Olympic Mixed Team Event Ranking (OMTR), con classifica dirimente al 19 giugno 2028. Per esso verrà preso in considerazione il miglior ranking disponibile tra maschile e femminile per uno specifico Paese. Esempio pratico: gli USA hanno Scottie Scheffler numero 1 maschile e Nelly Korda numero 2 femminile e “usano” il ranking di Scheffler. La Thailandia ha Jeeno Thitikul numero 1 femminile, per cui verrà usato quel ranking (anche perché il Paese, tra gli uomini, non ne ha più nessuno nei 250 a oggi). In questi giochi di ranking bisogna tenere presente che Rory McIlroy, che a livello internazionale è indicato con la bandiera dell’Irlanda del Nord, nel contesto olimpico rappresenta l’Irlanda allo stesso modo in cui la rappresenta chi nel territorio irlandese è nato, vale a dire Shane Lowry. Per il resto, vale la pena ricordare che i giocatori inglesi, scozzesi, gallesi e nordirlandesi (quelli che non hanno fatto la stessa scelta di McIlroy, che si compie molto presto di solito) devono essere tutti ricompresi nell’unico contesto in cui a inviare rappresentanti è il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord nel suo insieme, senza la separazione che normalmente vediamo nel circuito mondiale.

