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Turismo e golf, per l’Italia una scommessa da vincere

Il 24 febbraio al Garda Hotel San Vigilio Golf e da remoto su piattaforma Zoom, oltre 80 stakeholder del turismo italiano legato al golf hanno risposto all’invito di Golfimpresa prendendo parte al tavolo di lavoro.

Arturo Filippini, presidente di Golfimpresa, ha dato il benvenuto spiegando la finalità dell’incontro: un confronto tra addetti ai lavori con la conseguente definizione delle linee guida per un’offerta turistica chiara da presentare alle istituzioni.

“I circoli italiani hanno nature differenti e non tutti sono adeguati a una proposta turistica – ha evidenziato il padrone di casa Pietro Apicella – Molte realtà hanno scarsa propensione al turismo a causa della difficoltà a far coesistere la componente turistica con la frequentazione dei soci abbonati”.

Le principali limitazioni nel rapporto con i golf club sono legate alla difficoltà nel riuscire a dare ai tour operator una disponibilità certa e con ampi margini temporali dei tee time, ha fatto notare Alessandro Dinon, titolare di I Viaggi di Seve.

Giovanni Malcotti ha sottolineato come sia necessaria l’aggregazione tra i golf club per ampliare l’offerta a nuovi mercati. Non tutte le strutture sono però adatte ad accogliere il flusso turistico perché, ad esempio, i circoli con una forte base di soci, per loro natura, rischiano di compromettere la flessibilità necessaria avendo sovente a che fare con gare di circolo o con gruppi di giocatori poco propensi ad accogliere esterni. Sebbene sia auspicabile, da parte di questi circoli, un cambio di mentalità è necessaria una presa di coscienza ed eventuale un passo indietro per evitare che l’esperienza negativa di turisti accolti come disturbatori del quieto vivere o che l’impossibilità del Tour Operator ad accedere ai servizi possa ledere all’intero movimento. Peraltro, andare a fare promozione, quando si sa che non si possono accogliere turisti, ha poco senso.

All’incontro ha preso parte Francesco Tapinassi, direttore di Toscana Promozione Turistica e del progetto Italy Golf & More. Tapinassi ha fatto il punto sull’avanzamento del progetto che prevede la presenza attuale di otto regioni e, per la prima volta nella propria storia, l’individuazione di referenti tecnici. Il primo passo sarà includere tutte le regioni. A tal fine è stata individuata una quota di partecipazione ridotta per le realtà con un numero esiguo di percorsi. È necessario fotografare la situazione attuale e successivamente creare un progetto da condividere con Ministero del Turismo, ENIT e FIG. Il 10 marzo è previsto il primo incontro con Regioni e tecnici.

Dall’incontro con i consorziati è emerso l’auspicio che finalmente si riesca a proporre il prodotto Italia sotto un unico cappello a fiere ed eventi programmati. All’interno dello stand occorrerà una commercializzazione da parte degli operatori locali. Il vantaggio è che si partirà in un contesto, quello di Italy Golf & More, che annovera già la presenza di esperti del settore e può contare su fondi stanziati.
Golfimpresa si propone quale anello di congiunzione in seno a Italy Golf & More diventando rappresentante e portavoce dei circoli italiani consorziati e non. È emersa la necessità di aggregare le diverse realtà turistiche per una proposta di qualità e di forte richiamo. Si ritiene essenziale avere un progetto unico e condiviso nel quale gli stakeholder del turismo golfistico abbiano la possibilità di prendere parte attivamente.

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