Il centro di Trieste si trasforma in un campo da golf: in buca sull’autobus, in piazza e a teatro
TRIESTE. Un autobus tappezzato d’erba non si era ancora mai visto, almeno nei paraggi. Se poi si indulge nel racconto dei singoli dettagli – la bandierina posizionata accanto al sedile del conducente o la buca sotto l’obliteratrice – diventa davvero difficile essere creduti dai lettori. Ma non sono in pochi a poterne dare testimonianza: perché ieri, per quasi tutto il giorno, parcheggiato davanti alla fontana di piazza Unità si trovava un autosnodato della Trieste Trasporti, convertito in un insolito campo da golf.
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L’autobus dai bizzarri interni verdeggianti è stata soltanto una, benché la più appariscente, delle arene a disposizione dei golfisti presenti ieri a Trieste per il ritorno di “In City Golf”, evento che ha ridisegnato per qualche ora il profilo di molte aree della città, allestendo prati in erba sintetica nei modi più disparati. Dalla tribuna di piazza Cavana, la cui buca è stata circondata da bottiglie di vino, fino a quella di fronte al teatro Verdi, abbellita da tronchi di legno a fungere da ostacolo.
In molti, a questo punto, si chiederanno in cosa consista l’evento. La prima edizione di “In City Golf” si è tenuta a Trieste lo scorso maggio, catturando l’attenzione generale con un lancio direttamente da una finestra del municipio di piazza Unità, da parte della campionessa triestina (e madrina della manifestazione) Giulia Sergas. Quest’anno gli iscritti sono stati in tutto 72, sparpagliati per 18 buche distribuite nel centro città. Il torneo è durato circa quattro ore, proclamando un vincitore per ciascuna delle buche a disposizione.
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È chiaro, però, che la competizione sia un elemento secondario in un evento di questo tipo. «Per noi è importante soprattutto promuovere il gioco del golf, portandolo nelle più belle città d’Europa», spiega l’organizzatore Kurt Anrather. Da quando è stato ideato nel 2009, “In City Golf” ha raggiunto Berlino, Vienna e numerose località italiane, puntando sempre sull’effetto scenografico. Ed evitando barriere o transenne a delimitare i prati con le buche, per coinvolgere al massimo i passanti.
Per evidenti ragioni di sicurezza, le palline sono di materiale più leggero e – come afferma una delle partecipanti, Susanna Fanelli – «siamo lontani dal golf reale». D’altra parte, l’obiettivo è proprio quello di restituire un’idea generale dello sport, così da incentivarne la pratica. Una finalità che sembra essere stata raggiunta: «Dopo l’edizione dell’anno passato – racconta Daniela Cattaruzza, vicepresidente del Golf Club Trieste – una trentina di persone hanno deciso di partecipare all’evento che abbiamo organizzato la settimana successiva». E «in molti poi hanno deciso di iscriversi», conclude Cattaruzza.
Le buche di “In City Golf” continueranno a punteggiare il centro di Trieste anche nei prossimi anni. Il Comune – che con l’assessore alle Politiche della cultura e del turismo Giorgio Rossi ha contribuito a coordinare l’iniziativa – e la società Curtes hanno infatti raggiunto un accordo per riproporre l’evento a Trieste per altre tre edizioni.

