Golf, sci, cliniche, wellness e formazione: un piano milionario per rilanciare il Nevegal
Sport, benessere, riabilitazione sanitaria e alta formazione universitaria. Il Nevegal mira a voltare pagina. Lo vuole l’amministrazione comunale, che ha trovato nella cordata italo-algerina una danarosa e parecchio motivata sponda.
I rappresentanti del fondo inglese che nei mesi scorsi hanno visitato il Colle e avviato un dialogo con Palazzo Rosso, sono pronti a investire molte risorse, per un piano che punta a rilanciare definitivamente il Nevegal facendolo vivere 365 giorni all’anno.
Si chiamerà proprio Nevegal 365 Srl la nuova società di capitali che la cordata italo-algerina sta costituendo. Nomen omen. Questa realtà si occuperà di gestire tutta la parte ricettiva, del wellness, della riabilitazione sanitaria specialistica e della specializzazione universitaria, mentre l’Ati composto da Dolomiti strade e Nevegal 2021 curerà la parte più direttamente impiantistica (in gestione, per conto del Comune, quando si concluderà l’iter della gara).
Collaborazione
Palazzo Rosso e il fondo inglese stanno per firmare una lettera d’intenti con il chiaro obiettivo di valorizzare e rilanciare il Nevegal.
La delibera è stata approvata la scorsa settimana dalla giunta e contiene il canovaccio del piano: si parla di attività sportive, dallo sci (alpino e di fondo) al settore bike, e ancora arrampicata, ski roll, trial, golf e paddle; di sviluppare la ricettività; la riabilitazione sanitaria specialistica; di creare un polo attrattivo per le specializzazioni universitarie di alto livello.
Il piano
Un punto, quest’ultimo, che fa tornare alla memoria il progetto della Scuola svizzera che era stato portato avanti dall’amministrazione Prade e dall’allora assessore Paolo Gamba. Fonti riservate confermano che sono già stati presi contatti con la Scuola svizzera, che sarebbe disposta a tornare a mettere piede sul Nevegal. La stessa fonte assicura che c’è grande interesse a realizzare un campo da golf, attività che sembra piacere particolarmente agli algerini.
Nella consapevolezza e convinzione che il Nevegal debba essere vivo e vissuto tutto l’anno (un mantra, questo, che si sente ripetere da anni), si investirà nel settore sanitario, con cliniche specializzate nella riabilitazione ma anche con spa e beauty farm. Il tutto, assicurano persone che ben conoscono il piano, «senza tagliare alcun albero e riqualificando le strutture esistenti, chiuse da anni». Ad esempio il complesso Le Torri. E gli alberghi: non è un mistero che la cordata abbia messo gli occhi su alcuni hotel, come l’Oliver. Ristrutturarli darebbe al Nevegal quei posti letto che oggi mancano.
Portare un polo di istruzione, poi, garantirebbe secondo gli investitori e l’amministrazione un rilancio del Colle: non solo 4-500 studenti vivrebbero sul Nevegal tutto l’anno, ma conseguentemente arriverebbero servizi, si svilupperebbero attività commerciali. Il Nevegal diventerebbe un paese.
Nuovi impianti per lo sci
“Non si può vivere di solo sci” (è la base del piano di rilancio), ma non mancheranno investimenti anche su questo settore: sia per quanto riguarda l’innevamento artificiale che nel recupero di piste oggi dismesse. Si punta poi a rinnovare completamente l’impianto di risalita, con uno più moderno e veloce dal piazzale.
E a costruire un impianto che colleghi Vittorio Veneto con la zona del rifugio Brigata Cadore, per portare velocemente in quota i trevigiani sia in inverno che in estate, evitando spostamenti in auto. Tutte le strutture, infine, saranno completamente inclusive. È un punto che ha molto rilievo, questo, nell’atto approvato dal Comune.
Il ruolo del Comune
L’investimento è milionario (i ben informati dicono che si superano abbondantemente i 100 milioni di euro) e richiederà quattro-cinque anni per essere portato a termine. Considerando che l’amministrazione è in carica da poco più di dodici mesi, i tempi ci sarebbero.
Come c’è la volontà, a giudicare dalla lettera d’intenti che il Comune ha portato in giunta, “valutati gli approfondimenti e le garanzie d’investimento richieste dalla giunta relative al progetto di sviluppo e di partnership nel suo complesso”, si legge: la firmeranno il sindaco Oscar De Pellegrin, l’assessore al progetto Nevegal Franco Roccon (che da mesi lavorano per tentare di rilanciare il Colle) e i rappresentanti del fondo inglese.
L’obiettivo, è “dare all’area del Nevegal l’opportunità di essere la principale stazione invernale ed estiva del Veneto”. Il bacino di utenza stimato è di 3 milioni di persone. Non si esclude che nel piano rientrino investimenti pubblici, da parte della Regione e dello Stato.

