Ecologisti in rivolta contro il golf resort nel Parco del Cherca
SEBENICO. Un golf resort da costruire nel giro di cinque anni, 190 ettari tra buche, albergo da 1.500 posti letto, un centinaio di ville, porticciolo turistico e altri contenuti, per un investimento di almeno 300 milioni di euro. È il faraonico progetto pensato a ridosso del lago di Prukljan, gioiello di 11 chilometri quadrati di superficie, situato nel corso inferiore del fiume Cherca (Krka), comune di Scardona, nella Regione di Sebenico, in Dalmazia. Un’area che dal 1968 si trova in regime di tutela ambientale, è inserita all’interno di Parco nazionale ed è ben conosciuta anche fuori dalla Croazia per la sua ricca biodiversità. Si contano infatti lì circa 100 specie ornitologiche e almeno 700 vegetali. Una ricchezza incalcolabile dal punto di vista naturalistico che, secondo ecologici e biologi, verrebbe seriamente messa in pericolo dal progetto golf.
A farsi portavoce dei comitati anti ruspe è Enes Cerimagic, vice presidente dell’associazione croata Azione verde: «Il tappeto erboso per il golf ha bisogno di essere trattato con sostanze chimiche affinchè non vi attecchiscano altri vegetali. Per la superficie del campo di Prukljan ci vorrebbero circa 120 tonnellate annue di sostanze assolutamente pericolose per l’ambiente. Non oso nemmeno immaginare quali potrebbero essere le conseguenze».
Argomenti, quelli sostenuti dagli ambientalisti, che si scontrano con le ragioni dei sostenitori dell’operazione turistico-immobiliare, tra cui amministratori comunali, regionali e statali, fermamente convinti che il maxi comprensorio porterà guadagni, posti di lavoro e altre ricadute sul territorio. « L’offerta nel lago di Prukljan attirerà sicuramente una clientela danarosa, con effetti più che positivi per il comune e la sua contea», commenta il sindaco di Scardona Antonijo Brajkovic, rilanciando sul lavori da fare -. Tra campo da golf, hotel, ville, ristoranti, bar e altri esercizi è impensabile non avere anche un marina per imbarcazioni di lunghezza medio-piccola».
Favorevole anche il governo croato ha già firmato il contratto con l’investitore, scelto tramite gara internazionale. Si tratta dell’impresa Dalmatia Sport and health resort, con sede a Spalato e dietro la quale vi sarebbe Ali Parsa, imprenditore britannico – iraniano, fondatore della startup Babylon Health. Unap arte dei lotti sarebbe stata già venduta, l’altra sarebbe stata data in concessione per 99 anni.

