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Ladies in campo agli Open del Golf di Margara

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Ci siamo. Dopo sette anni di digiuno, il Ladies Italian Open di golf torna in Italia, con una venticinquesima edizione che si preannuncia battagliera. Dal 28 al 30 maggio, al Golf Club Margara, in Piemonte, 126 giocatrici del Ladies European Tour si scontreranno per un montepremi complessivo di 200.000 €, ma in palio c’è molto più di una bella somma di denaro. A conquistare l’agognato ritorno di questa competizione sono state le migliori giocatrici italiane, che in particolare nelle ultime due stagioni si sono distinte a livello mondiale. Queste le nove atlete nazionali in gara: Giulia Molinaro, Lucrezia Colombotto Rosso, Virginia Elena Carta, alla sua prima gara professionistica, Roberta Liti, Giulia Sergas, Stefania Croce e Veronica Zorzi, cui si aggiungono due dilettanti, ma già avvezze a campi e competizioni internazionali, Alessia Nobilio e Carolina Melgrati.

Maria Amelia Lolli Ghetti

Padrona di casa dello storico club di Fubine Monferrato, Maria Amelia Lolli Ghetti, che dal padre Glauco – fondatore nel 1972 del circolo oltre che armatore, dirigente sportivo e Cavaliere del Lavoro – ha ereditato anche la passione per tutto ciò che ruota attorno al green, tanto da ricoprire la carica di Vicepresidente vicario di Federgolf e da essere fra le figure più proattive in quanto a nuove iniziative. Soprattutto a favore delle donne giocatrici, come dimostra il progetto “Golf è Donna”. «È solo una delle iniziative della Federazione Italiana Golf nell’ambito del Progetto Ryder Cup 2023, che a oggi nel nostro Paese conta già 65 “punti rosa” per lo sviluppo del movimento golfistico femminile», racconta Maria Amelia. «Durante l’Open, a Margara raccoglieremo anche fondi per Komen Italia, associazione che da oltre 20 anni è impegnata nella lotta ai tumori al seno, promuovendo uno stile di vita più sano e all’insegna dell’attività fisica».
Se c’è una cosa che ti regala il golf è proprio questa: la possibilità di vivere all’aria aperta e di vedere alcuni dei luoghi più belli del mondo. Lo stesso Margara, per esempio, si trova nel Monferrato, Patrimonio Unesco, e i due campi sono molto apprezzati anche per l’estetica e la piacevolezza del contesto naturalistico, 110 ettari di verde incontaminato. Il tracciato del Glauco Lolli Ghetti è un 18 buche stile Parkland, che ha ospitato già 21 European Challenge Tours e Campionati Italiani di vari livelli. «Le buche che le nostre campionesse dovranno temere di più sono quelle centrali, dalla 6 alla 9, tecniche e sempre piene di insidie, per via delle alte querce e dei salici. La Guazzetta, il nostro secondo 18 buche, ha invece molti laghetti ed è ispirato ai Links, i percorsi che preferisco».

Verdura Resort, Sicilia

Con questo assist, la domanda nasce spontanea: oltre al Margara, quali sono i golf course che ama di più?
«Se penso all’Italia mi vengono in mente il San Domenico a Savelletri di Fasano, annesso all’omonima Masseria e a Borgo Egnazia, due splendidi resort dove è sempre piacevole tornare. Poi di sicuro il Verdura in Sicilia, a Sciacca, a meno di un’ora da Agrigento. Bello il contesto, fra ulivi e aranceti che arrivano fin sulla spiaggia. Nel mio cuore ci sono anche altri due club piemontesi, il Torino Golf Club e Le Betulle a Biella. Sorprendente la biblioteca annessa al Circolo di Menaggio, di recente apprezzata anche dal team dirigenziale di St. Andrews. Un riconoscimento che dovrebbe spingere qualunque appassionato ad andarci almeno per curiosità. Oltre confine, fin da bambina frequento Crans-sur-Sierre, dove si trova uno dei tracciati montani più spettacolari al mondo. L’altitudine è attorno ai 1.500, ci si sbizzarrisce fra 4 tracciati e quello che consiglio è il Severiano Ballesteros, disegnato dal campione spagnolo. Per capirci, qui si gioca ogni anno l’Omega European Master. In Scozia, patria del golf, c’è il mio links preferito, il Gleneagles, dove si respira l’atmosfera di un autentico circolo Scottish. La versione British style si apprezza invece al Went Worth Club, appena fuori Londra. Se si ha voglia di alternare golf a equitazione, tiro al piattello, birdwatching queste sono sicuramente le destinazioni migliori in UK. Andando oltre oceano, di sicuro farei tappa a Pebble Beach, in California, hot spot direi mitologico nella mente di un giocatore, per la bellezza delle buche che arrivano fin sulla costa, di sabbia e roccia. Sul podio, in USA, c’è poi l’Augusta National Golf Club, dal 1934 sede di uno dei quattro Major, il Masters Tournament, quindi è per handicap decisamente di qualità. Ai Caraibi, il consiglio è il Teeth of the Dog, a Santo Domingo, 25 buche in uno dei real estate più incredibili che si possa immaginare».
Per capire a cosa si riferisce basta digitare casadecampore.com per avere accesso a resort, ville e appartamenti in affitto o in vendita con annessi servizi di ogni genere. Un piccolo pezzo di paradiso con un range per l’acquisto da vero tycoon: dai 350.000 ai 40 milioni di dollari per singola proprietà. La fee per l’accesso alle 27 buche da favola è decisamente più abbordabile, anche per gli outside guests: 215 $ da maggio a ottobre, e 265 $ da novembre ad aprile.

San Domenico Resort, Savelletri

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