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Milan-Lazio presentazione

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In questa stagione, al momento, la vittoria nel Derby di domenica rappresenta il punto più alto del Milan di Allegri. Dal punto di vista delle occasioni create forse si potrebbe mettere davanti al Derby Milan-Roma, ma una vittoria nella stracittadina, ovviamente, è sempre speciale. Ciò che colpisce di più del Milan di Allegri è la statistica pazzesca sui risultati nei big match: (quasi) tutti vinti. Contro Napoli, Roma, Inter e perché no, anche Bologna, con due soli pareggi contro Juventus e Atalanta (nel primo caso con almeno un paio di clamorose occasioni non sfruttate, compreso un rigore sbagliato). Una statistica, questa, che fa a cazzotti con i pareggi contro Pisa e Parma e con la sconfitta contro la Cremonese. Un po’ come il primissimo Milan ancelottiano (quello 2002/2003) soffriamo quando affrontiamo le piccole. Vuoi perché le sottovalutiamo, vuoi perché hanno lo spirito che noi abbiamo nei big match (sacrificio, lotta, concentrazione) e noi no. Rimane un problema da risolvere, perché è vero che le vittorie negli scontri diretti valgono doppio, ma le partite contro le “piccole” sono di più.

Domenica a guadagnarsi i riflettori è stato – giustamente – Magic Mike Maignan, al secondo rigore neutralizzato in stagione, il primo portiere capace di parare un rigore a Calhanoglu in Serie A. Poi chiaramente Pulisic, le cui uniche macchie in una stagione finora stellare sono il rigore di Torino e il gol sbagliato a tu per tu con Suzuki a Parma. Non dimentichiamo tuttavia Bartesaghi, che a naso sembra si sia preso ormai la titolarità sulla fascia sinistra, e la solidità dei tre dietro. Beh, piano piano stiamo elencando tutti. Questo gruppo ha ancora tanta strada da fare, ma ci sta conquistando sempre di più con la sua umiltà e abnegazione. Per il salto di qualità serve solo una cosa: la continuità. Serve un filotto di 5, 6, 7 vittorie consecutive per dare uno strappo al campionato e rendersi conto che sì, se continuiamo così possiamo davvero lottare per qualcosa di grande.

Per dare continuità ai risultati serve ovviamente vincere stasera una partita complessa contro una Lazio che ancora non ha trovato esattamente la sua strada. I biancocelesti non possono tuttavia mai essere sottovalutati, specie se allenati da quel Sarri che evoca ricordi nefasti di Empoli dominanti a San Siro. Assenti Cataldi, Rovella e Cancellieri (a segno due volte lo scorso anno contro il Milan con la maglia del Parma), ma Castellanos in panchina dopo l’infortunio che lo ha costretto a saltare diverse partite. Al momento i capitolini hanno subito lo stesso numero di reti del Milan, 9, e segnato tre gol in meno, 15 contro 18. Non quindi un rendimento nettamente inferiore al nostro. Difesa di alto livello con Provedel, Romagnoli e Gila su tutti. A centrocampo l’ordine di Rovella mancherà sicuramente, ma verrà sopperito dall’esperienza di Vecino. Davanti Isaksen e Zaccagni sono in un ottimo stato di forma e Dia può essere sempre una spina nel fianco. Diciamo che dopo la vittoria nel Derby, questa è forse una brutta partita da dover affrontare. Ostica oltre ciò che possiamo immaginare e piena di insidie. Probabile formazione (433): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini Luca; Guendouzi, Vecino, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni.

Può essere ostico, questo match, anche perché dobbiamo rinunciare ancora a Pulisic, assente stasera. Davanti, con Leao, non Nkunku ma Loftus-Cheek. Per il resto la formazione è la stessa del Derby. Probabile formazione (352): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabio, Bartesaghi; Loftus-Cheek, Leao.

Dare continuità vincendo. Questo è il nostro obiettivo, chiaro e da raggiungere. I tre punti devono essere nostri per continuare la rincorsa. Non inciampiamo proprio ora. Forza Milan!

Fab

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