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PEnsieri Azzurri | La parola è… continuità

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Adesso, inevitabilmente, la parola chiave diventa continuità. Dopo gli ultimi due successi consecutivi, con il Catanzaro in casa e l’Avellino in trasferta, all’Empoli si chiede di proseguire su questa strada intrapresa da qualche settimana e che sta iniziando a portare buoni frutti. Non solo sul piano dei risultati, che per la classifica restano ovviamente ciò che conta di più, ma anche per quanto riguarda l’atteggiamento e, più in generale, la qualità della prestazione. Da un po’ di tempo – per essere precisi da dopo la bruttissima partita di Chiavari – qualcosa sembra davvero essere cambiato. Rischiamo di ripetere concetti già espressi, ma è evidente come da quando Dionisi ha avuto modo di lavorare con più calma sulla squadra, senza l’assillo della partita ogni due giorni, un miglioramento sotto diversi punti di vista sia apparso chiaro. Con il Catanzaro è stato fatto il primo passo, ad Avellino è arrivato un mattoncino importante, un segnale netto. Non era il caso di essere disfattisti prima, né ora bisogna lasciarsi andare a voli pindarici. Lo stesso Alessio Dionisi, nella conferenza pre-gara, pur riconoscendo i progressi e la maggiore tranquillità di lavoro, ha voluto fare un po’ il pompiere: ha ricordato che il momento è positivo, ma questo campionato impone di tenere sempre le antenne dritte, rimanendo concentrati. Già a partire dalla sfida di domani, che porta con sé diverse insidie e può facilmente trasformarsi in un trabocchetto. Affrontiamo una squadra che, per valori, merita attenzione e potrebbe avere una classifica migliore rispetto a quella attuale. A questo si aggiunge il cambio in panchina che, come spesso accade, soprattutto all’inizio, porta una scossa. Una statistica generale dice che la prima partita di un nuovo allenatore porta un risultato positivo, quindi vittoria o pareggio, nel 74% dei casi.

Al di là dei numeri, ciò che davvero conta è come l’Empoli scenderà in campo, alla ricerca di un altro passo avanti nell’approccio, nella gestione e nella capacità di chiudere la partita. Una delle situazioni positive che il tecnico sta provando a gestire è l’abbondanza della rosa, eccezion fatta per tre elementi. Dionisi ha di fatto tutti a disposizione e in ogni reparto può scegliere molto. Continuando con il 3-4-2-1, è possibile creare rotazioni e, senza scomodare la parola “esperimenti”, provare comunque soluzioni che in partita emergono con più chiarezza che in allenamento. È un valore aggiunto: oltre alla qualità, che non manca, la rosa è ampia e garantisce per ogni ruolo una doppia copertura, con la possibilità – soprattutto dalla cintola in su – di utilizzare giocatori duttili in più zone di campo. La sensazione, come riportato nelle probabili formazioni, è che non ci si discosterà molto dall’undici visto ad Avellino. Guarino potrebbe tornare titolare, mentre in attacco si valuta un avvicendamento tra Pellegri e Nasti. Probabilmente si partirà ancora con Nasti dall’inizio, gestendo Pellegri per un ingresso a gara in corso. A centrocampo le scelte non mancano: ci si attende il ritorno dal primo minuto di Ghion, con accanto uno tra Yepes e Degli Innocernti; forse proprio con quest’ultimo, nonostante quanto scritto inizialmente nelle probabili. Al di là degli interpreti, ciò che continuerà a contare sarà l’atteggiamento. Da domani ci si attende continuità, perché questa è la parola chiave del momento. Servono una serie di partite che, attraverso risultato e prestazione, alimentino fiducia e consapevolezza, permettendo di scalare la classifica e iniziare a farsi sentire in questo campionato. L’obiettivo è diventare una squadra “fastidiosa per tutti”, come piace dire al tecnico. Domani servirà attenzione: sulla panchina del Bari siederà quel Vincenzo Vivarini che appena due mesi fa ci ha inflitto un durissimo 4-0 con il Pescara. È vero, quello era un altro Empoli e il Pescara, a parte quella gara, non ha più brillato; si può quindi parlare di un episodio. Ma resta il fatto che dall’altra parte ci sarà un ambiente motivato e voglioso di riscatto. L’Empoli non deve abbassare la guardia, ma semmai alzarla: più attenzione, più concentrazione, più desiderio. Tutto questo, unito a quella leggerezza e a quel divertimento che finalmente si iniziano a vedere, dovrà fare la differenza nel proseguire il cammino alla ricerca… della continuità.

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