AMARCORD – Roma-Napoli all’Olimpico: duelli, ricordi e scintille nella Capitale
Quando Roma e Napoli si affrontano all’Olimpico, la sfida smette di essere solo una partita: diventa un frammento di storia calcistica italiana, un pezzo d’identità mediterranea che vibra tra rivalità, orgoglio e una goccia di nostalgia. Lì, sotto il Monte Mario, si sono consumati duelli memorabili, notti incandescenti, gol scolpiti nel ricordo e pagine meno felici che il popolo azzurro non ha mai dimenticato.
Dal dopoguerra ai giorni nostri, l’Olimpico ha visto teatrini di classe, colpi di scena e scontri spesso decisivi per la corsa alle coppe, allo scudetto o semplicemente per la supremazia morale tra due città che, pur così diverse, si somigliano nei sentimenti e nei colori del cielo.
I PRECEDENTI: UNA STORIA LUNGA OLTRE 70 ANNI
La prima Roma-Napoli nella Capitale risale agli anni ’30, ma è dagli anni ’50 in poi che questa sfida inizia a diventare appuntamento fisso carico di attesa. Da allora, giallorossi e partenopei si sono affrontati 78 volte a Roma in Serie A.
Bilancio all’Olimpico
Vittorie Roma: 33
Pareggi: 27
Vittorie Napoli: 18
Una tradizione che vede i capitolini avanti, ma con un progressivo riequilibrio negli ultimi 20 anni: il Napoli moderno, tra epoca De Laurentiis, Benítez, Sarri e Spalletti, ha trasformato l’Olimpico in terra meno ostile.
CURIOSITÀ STORICHE
La sfida più rocambolesca: Roma-Napoli 4-4 del 1958, una girandola di gol con doppiette da entrambe le parti, ancora ricordata come una delle partite più folli all’Olimpico.
Falcão vs Maradona: l’epica sfida che ha segnato un’epoca
Tra le tante storie che l’Olimpico ha custodito, nessuna è più carica di mito della sfida tra Paulo Roberto Falcão e Diego Armando Maradona, due divinità calcistiche che negli anni ’80 trasformarono Roma-Napoli in un’opera d’arte agonistica.
L’immagine rimasta nella memoria collettiva è quella di classe contro genio, due fuoriclasse capaci di cambiare la geometria del campo con un tocco, un’idea, un lampo. Il brasiliano, “l’Ottavo Re di Roma”, danzava tra le linee con eleganza aristocratica; l’argentino, sigillo vivente del calcio popolare, spaccava le partite con la potenza del talento puro.
La partita simbolo: Roma-Napoli 2-2 del 1985
Fu un duello di nervi e di poesia.
Maradona, marcato stretto, inventò comunque un assist impossibile; Falcão rispose con una prestazione regale, illuminando ogni azione giallorossa. Lo stadio viveva sospeso, consapevole di assistere a qualcosa di irripetibile: due mondi diversi che si rispettavano, si sfidavano e si esaltavano a vicenda.
Il rispetto profondo
Nonostante la rivalità sportiva, i due si stimarono sempre. Raccontano che a fine partita si salutarono con un abbraccio sincero, quasi a suggellare un patto tra dei del pallone:
“Finché siamo qui, questo stadio vedrà grande calcio.”
La scena che cambia
Il tabù rotto dopo 22 anni: il Napoli non vinceva a Roma dal 1987 fino al 2009. Ci riuscì con un gol di Marek Hamsik in contropiede, segnando l’inizio della rinascita azzurra negli scontri diretti.
Il Roma-Napoli più spettacolare degli ultimi anni: nel 2013 il Napoli di Walter Mazzarri vinse all’Olimpico una delle sfide più divertenti della rivalità moderna, con ritmo e capovolgimenti continui. Era una Roma in fase di transizione, guidata da Aurelio Andreazzoli, subentrato a stagione in corso.
Il Napoli di Sarri imbattuto: dal 2015 al 2018 gli azzurri uscirono dall’Olimpico con tre vittorie e un pari, spesso dominando nel gioco.
Il derby del Sud d’Europa: curiosamente, Roma-Napoli è la sfida di Serie A con il maggior numero di spettatori nella storia del campionato nell’era pre-COVID (oltre 70.000 più volte).
DUE ANEDDOTI IMPERDIBILI
La notte del gol impossibile di Careca (1988)
Durante una partita tesa e ruvida, il brasiliano decise di risolverla con un capolavoro: stop orientato, sombrero a un difensore e sinistro al volo sul secondo palo. L’Olimpico ammutolito, i cronisti esteri estasiati. Maradona, presente per squalifica, si alzò in piedi in tribuna applaudendo.
Totti e il labiale rimasto nella storia (2007)
Subito dopo un gol della Roma, il capitano rivolse una frase colorita e facilmente interpretabile ai tifosi azzurri. Nonostante le successive scuse, quell’episodio accese una rivalità già incandescente, alimentando per anni una tensione speciale nelle partite della Capitale.
UN OLIMPICO CHE CAMBIA VOLTO
Se negli anni ’80 e ’90 il Roma-Napoli parlava soprattutto romano, dagli anni Duemila in poi lo scenario è mutato: i campioni azzurri hanno iniziato a segnare gol pesanti a ripetizione, la tifoseria partenopea ha riempito sempre più il settore ospiti e molti match sono diventati scontri diretti per l’Europa.
Oggi la sfida dell’Olimpico è uno dei confronti più attesi della Serie A: una partita che raramente delude, perché porta con sé memoria, tradizione e una sorta di battesimo emotivo per ogni stagione.
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