ESCLUSIVA – Giovannone: “Faccio il tifo per i rossazzurri. Torre del Grifo, investimento pensato per un Catania in categorie superiori. Aperti a sinergie con il club etneo, che deve stare stabilmente in Serie A”
Tre anni fa ha partecipato anche lui al bando per la rinascita del Catania Calcio. L’ha spuntata Rosario Pelligra ma Luca Giovannone, attuale presidente della Nissa – squadra che occupa i piani alti della classifica del girone I di Serie D -, ha comunque instaurato rapporti di amicizia e stima con diverse figure cittadine o semplici tifosi etnei. Ha concesso un’intervista ai microfoni di TuttoCalcioCatania.com sottolineando proprio il fatto di essere rimasto legato a Catania ed ai catanesi. Tra i vari temi analizzati si è soffermato anche sul progetto Pelligra ed il cammino della squadra di Toscano.
In più di un’occasione ha dichiarato di essere tifoso del Catania. Da cosa nasce la scoperta di questa passione per i colori rossazzurri?
“C’è stato un periodo dove concretamente io mi ero avvicinato al Catania. Poi il club è diventato di proprietà di Ross Pelligra ma Catania mi è rimasta nel cuore, come tutti i catanesi. Non a caso abbiamo portato a Caltanissetta calciatori come Rapisarda, Palermo e Sarao che ho visto giocare proprio a Catania, avendo seguito tutte le partite dei rossazzurri. Ero sicuro che avrebbero fatto bene anche con noi e così stanno facendo. Seguo tuttora le vicende del Catania. Ritengo che questo, incrociando le dita, sia l’anno giusto per andare in Serie B. La squadra di Toscano è in lotta con altre 2-3 compagini. L’impegno, l’attenzione che tutto lo staff del Catania sta mettendo in campo, soprattutto il magnifico tifo catanese faranno la differenza”.
Adesso il Catania fa i conti con numerose defezioni. Ritiene che la dirigenza rossazzurra sarà protagonista sul mercato di “riparazione”, effettuando anche pochi innesti ma funzionali?
“Quando ci sono tante defezioni non è mai facile, il mercato di gennaio offre la possibilità di migliorare un organico già forte. Suggerirei alla proprietà di fare all-in per arrivare a questa Serie B tanto desiderata, avendo il Catania tutte le carte in regola quest’anno per centrare l’obiettivo”.
Come sono i rapporti tra la dirigenza della Nissa e quella del Catania?
“Non sono direttamente io in contatto con lo staff etneo. Ci sono stati e ci sono contatti tra i direttori sportivi delle due società. Abbiamo anche in organico un giovane calciatore proveniente dal Catania, Ermanno Ciniero. Devo dire che siamo in buoni rapporti con tante squadre. Se c’è la possibilità di trovare delle sinergie con il club rossazzurro, lo faremo ben volentieri”.
Che ne pensa dell’acquisizione di Torre del Grifo Village?
“Un investimento fondamentale per il calcio siciliano e catanese. Pelligra ha atteso giustamente che si arrivasse al giusto prezzo, presentando l’offerta migliore. Finalmente Catania rivivrà quell’impianto meraviglioso che io stesso ho avuto modo di visitare, senza dubbio uno dei migliori d’Italia. Logicamente adesso va ristrutturato, questo porterà soprattutto vantaggi per il futuro del Catania Calcio. I costi da sostenere sono importanti, certamente questa struttura è pensata per un Catania in altre categorie. Il Catania non può stare in Serie C, deve andare il prima possibile in B e ancora più in alto perchè la piazza è da Serie A”.
E’ un pò rammaricato per non avere potuto rilanciare il calcio etneo come aveva sperato di fare?
“Nella vita io prendo quello che viene. Mi è piaciuto quel periodo. Ho potuto conoscere la gente di Catania, davvero adorabile. Ho mantenuto ottimi rapporti con tutti. Nel momento in cui è stata affidata la società a Ross Pelligra, ogni anno faccio il tifo affinchè al più presto il Catania – come qualcuno dell’entourage disse – arrivi anche in Europa. Questo merita la piazza di Catania. Non conosco personalmente Pelligra ma penso e spero che sarà così”.
Sta comunque facendo calcio in Sicilia. Crede davvero di potere ambire a palcoscenici più importanti con la Nissa?
“Naturalmente gli obiettivi del Catania appena citati sono utopistici per Caltanissetta. Abbiamo cercato d’inserire nella nostra squadra giocatori che avessero già vinto il campionato di D. Si stanno comportando bene. Se servirà, rinforzeremo ancora la squadra. Non lasceremo nulla d’intentato per cercare di raggiungere il primo posto, pur rispettando le tante squadre in lotta. Ci sono ancora 6-7 formazioni che possono chiudere il girone in vetta. Ho apprezzato molto le parole di Ciccio Rapisarda ai vostri microfoni nei miei confronti. Ho avuto modo di conoscerlo personalmente da quando gioca con noi. E’ un leader, e noi avevamo bisogno di leader come lui. A Caltanissetta ho trovato gente meravigliosa. E’ una città piccola rispetto a Catania, ma abbiamo un ottimo stadio. Non facciamo i numeri di Catania logicamente, la media è sui 2mila spettatori. Per portare la Nissa a competere con squadre come Messina e Reggina so bene che devo rimetterci tante risorse finanziarie. Come quando dall’Eccellenza tre anni fa al primo anno la portai in D vincendo 27 partite, stabilendo un ruolino di marcia da record nazionale. Ci sono realtà come Empoli, Udine e Frosinone. Io mi rifaccio a questi modelli mentre il Catania, essendo una delle prime 8-10 piazze più seguite d’Italia per numero di tifosi, deve stare costantemente in Serie A”.
Si ringraziano il presidente della Nissa Calcio Luca Giovannone e la società biancoscudata per la gentile concessione dell’intervista.
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