F1, Ferrari 2020: Nuovo sistema di raffreddamento per il Power Unit [ VIDEO ]
Per il 2020 la Scuderia Ferrari sta lavorando molto non solo per recuperare il gap tecnico che c’è con Mercedes sul fronte telaio e aerodinamica, ma anche per consolidare la leadership raggiunta a livello di potenza del Power Unit.
L’obbiettivo principale del 2020 per Ferrari è quello progredire su quanto di buono fatto la passata stagione in ambito motore, e di agguantare i famosi 1000 Cv di potenza espressa. Questo margine di potenza naturalmente è esprimibile solo in assetto qualifica, e non in tutte le sessioni. Le limitazioni di tre elementi a stagione delle componenti ibride e meccaniche del Power Unit, non permette alle squadre di poter esprimere il pieno potenziale in ogni sessione, per un ovvio discorso di preservazione e affidabilità.
Gli ingegneri Ferrari stanno lavorando molto anche sull’affidabilità del Power Unit 2020, visti i non isolati casi di guai tecnici a cui è incorsa la Ferrari la scorsa stagione. Per ottenere un potenziale maggiore sarà necessario riuscire a ottenere un margine di sicurezza e di efficienza delle parti meccaniche e ibride.
Un fattore che incide molto su questo aspetto è il corretto controllo delle temperature di ogni singolo componente, soprattutto delle parti ibride: Mgu-K, Mgu-H e Energy store.
Ferrari per il 2020 ha studiato un nuovo sistema di raffreddamento, con i radiatori posti all’interno delle pance che hanno il compito di mantenere la temperatura stabile a 130° C dei fluidi, e di refrigerare le componenti ibride per non sforare i 70° C. Gli ingegneri inoltre disegnano le masse radianti in modo tale da ridurre gli ingombri di carrozzeria, al fine di avere un corpo vettura che sia sempre più rastremato. E’ necessario dunque trovare il giusto compromesso fra dimensioni e ingombri, in quanto delle masse radianti più piccole dissipano il calore in maniera meno efficiente. Nei Gran Premi più caldi, come ad esempio il Bahrain, si nota spesso come le varie squadre vadano ad “aprire” la carrozzeria in punti appositi, per far respirare la monoposto.
Una delle componenti che per Ferrari ha destato problemi la scorsa stagione è stato l’ Mgu-K, che ha inoltre causato il ritiro di Vettel in Russia. La turbina all’interno del motogeneratore infatti raggiunge temperature intorno ai 900° C, ed è molto importante creare il giusto isolamento termico onde evitare il surriscaldamento di altre parti del motore.
Ferrari sta lavorando molto su questo aspetto per la prossima monoposto, chiamata non solo a progredire a livello aerodinamico, ma anche a primeggiare sul fronte Power Unit.
In questo video Fabiano Vandone ci introduce ai dettagli del nuovo sistema di raffreddamento Ferrari per il 2020.
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