F1, Ferrari 2021: ecco perché la conferma di Vettel potrebbe essere la scelta giusta
Uno degli argomenti più discussi sul finire del 2019 motoristico sono state le voci di paddock relative all’accostamento Hamilton-Ferrari per la stagione 2021. Sarà certamente un argomento che terrà banco non solo in questo inverno, ma anche nel corso della prossima stagione, quantomeno fino a quando non verranno definiti i sedili per il 2021.
Il prossimo sarà infatti un “campionato di transizione”, alla fine del quale saranno in scadenza contratti non poco “golosi”; ciò potrebbe scatenare un valzer di trasferimenti. La concomitanza delle scadenze dei due piloti di punta delle due maggiori scuderie del Circus e il possibile desiderio rosso dell’esacampione del mondo, alimentano le chiacchiere su quello che potrebbe rivelarsi un cambio di casacca storico.
Sul finire del campionato, il giornalista Leo Turrni aveva affermato su basi storiche che, qualora ciò dovesse avvenire, molto probabilmente il tutto potrebbe già definirsi prima di Melbourne per poi essere comunicato ufficialmente nelle settimane, se non nei mesi successivi. Gli esempi portati sul banco dalla penna emiliana della F1 sono stati il trasferimento di Michael Schumacher a Maranello, così come quello di Kimi Raikkonen e quello di Fernando Alonso in McLaren. Si tratta di mosse di mercato che vennero definite con largo anticipo nelle annate precedenti.
Ma facciamo qualche passo indietro. Il 2021 sarà un anno di grandi cambiamenti, soprattutto dal punto di vista tecnico. Spesso nella massima categoria del motorsport, incide anche lo stile guida del pilota che, se si dovesse sposare bene con le caratteristiche della sua monoposto, potrebbe rivelarsi una carta vincente. Questo è proprio il caso di Sebastian Vettel. Lo stile di guida del tedesco va infatti a braccetto con le vetture incollate all’asfalto e molto stabili al posteriore; tra l’altro una delle motivazioni per cui quest’anno si è trovato in diverse occasioni a faticare in pista. Si tratta proprio dei punti focali delle regole che saranno applicate alle vetture che usciranno fra 14 mesi.
Si tratterà di monoposto che vedranno un aumento del carico aerodinamico e, come tutte le nuove vetture, porteranno con sé tutte le incognite legate alla guidabilità e al feeling da parte dei piloti e che quindi potrebbero favorire il pilota di Heppenheim. Sebastian in passato si è trovato a guidare vetture che per alcuni versi potrebbero racchiudere delle somiglianze, seppur talvolta piccole, con quelle del 2021.
Ai tempi della Red Bull, Adrian Newey ogni anno regalava a Vettel delle monoposto che mixate al suo stile di guida sembravano correre sui binari, un mix che ha reso tale il quattro volte campione del mondo. In un’intervista rilasciata nel corso della seconda parte della stagione ha poi affermato come, fra le macchine guidate da quando veste i colori del Cavallino, la SF70-H sia stata quella che gli ha dato le migliori sensazioni dal punto di vista della guida. La Ferrari che ha disputato il campionato 2017 era una vettura che, nonostante peccasse in termini di velocità di punta, era molto agile fra le curve di diversi tracciati del mondiale e lo dimostrarono le vittorie in gare come Monaco e Ungheria.
Per quanto possa far gola l’idea del sei volte iridato ai tanti tifosi della rossa che vedono chiudersi un decennio senza titoli, il problema della Ferrari non è tanto da ricondursi al pilota. Se Vettel ha commesso diverse sbavature nel corso delle ultime stagioni, queste sono frutto del portare al limite delle vetture che mai per un intero campionato si sono dimostrate superiori in maniera netta rispetto ai più diretti competitor, le frecce d’argento. Per aprire un nuovo ciclo, visti i cambi regolamentari 2021, bisognerà quindi lavorare nel corso della prossima stagione per dare a chi sarà al volante, una monoposto perfetta, così come ha fatto la Mercedes agli albori dell’era turbo-hybrid.
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